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lunedì 8 maggio 2017

Paola Turci

Il suo esordio musicale è datato 1986, anno in cui partecipa al Festival di Sanremo con il brano L'uomo di ieri, scritto da Mario Castelnuovo, che la cantante inserirà nel suo disco d'esordio Ragazza sola ragazza blu. Parteciperà ancora al Festival e vincerà il Premio della Critica nei tre anni successivi: nel 1987 con Primo Tango, nel 1988 con Sarò bellissima e nel 1989 con Bambini, brano che ne consolida la notorietà, regalandole anche il 1º posto nella sezione Emergenti al 39º Festival di Sanremo.

Nel 1990 sale per la quinta volta sul palco del Festival con Ringrazio Dio. In contemporanea esce l'album Ritorno al presente, che comprende fra l'altro anche Frontiera, presentato al Festivalbar. Nel 1991 esce Candido, il suo ultimo album su etichetta It. In estate si aggiudica la vittoria al Cantagiro (dove partecipa in squadra con i Tazenda), mentre qualche mese dopo ritorna in classifica grazie al duetto con Riccardo Cocciante nel brano E mi arriva il mare. Del 1993 è la sua 6ª partecipazione al Festival di Sanremo con Stato di calma apparente, brano autobiografico con cui la cantante appare per la prima volta nelle vesti di autrice: segue l'uscita dell'album Ragazze, pubblicato con la BMG, il cui brano più famoso è Stato di calma apparente.
Il 15 agosto del 1993 Paola Turci, mentre da sola è al volante della sua Saab 9000 diretta nel Golfo di Policastro per un concerto, rimane vittima di un terribile incidente stradale sull'autostrada Salerno-Reggio Calabria da cui esce con gravi ferite e il volto parzialmente sfigurato dall'impatto. L'occhio destro viene salvato soltanto grazie all'intervento dei medici e ben dodici interventi chirurgici successivi, mentre il volto riceverà ben cento punti di sutura. Nonostante il trauma per un evento comunque destinato a segnarla interiormente, la Turci decide di riprendere i propri impegni professionali soltanto poche settimane dopo il suo ricovero, tornando ad esibirsi per una decina di concerti (erano oltre quaranta le date inizialmente previste) e servendosi anche di un'acconciatura adatta a nasconderne le ferite. Solo diversi anni dopo tornerà a parlare apertamente dell'incidente, ricordando che fino a quel momento aveva vissuto con "un senso di onnipotenza incredibile" e ammettendo di essere stata distratta dalla guida dal telefono cellulare.......................................................

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